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In studio per registrare una live session insieme ai Vampa

La registrazione del nuovo EP dei Vampa ci dà la possibilità di buttarci in una bella live session, tutta groove e senza fronzoli

Ormai siamo sempre più abituati ad ascoltare musica registrata in multitraccia in cui ogni strumento viene isolato con cura rispetto alle altre fonti sonore. Di conseguenza spesso si lavora direttamente con l’overdubbing per andare a ricostruire le parti e gli arrangiamenti dei brani. Se con il tempo si è andati verso questa direzione è certo perché porta con sé vantaggi, garantisce un’enorme flessibilità e permette di ritoccare fino alla perfezione ogni singolo dettaglio all’interno di un brano. D’altro canto questa non rappresenta sempre la scelta migliore per ogni progetto. Se per alcuni generi e alcuni artisti l’incisività arriva proprio attraverso il sovrapporsi di layer perfettamenti editati, sincronizzati ed intonati, per altri il segreto sta nell’urgenza, nell’alchimia e nella compattezza di una live session. Avere una band che suona insieme nella stessa stanza è sempre un modo per affrontare subito scelte drastiche e dare carattere alla registrazione. E poi, quando a Bombanella Spundscapes si può lavorare in questo modo, si tratta sempre di un’ottima occasione per far lavorare al meglio la nostra bella sala di ripresa di 90 in legno, con i suoi ambienti naturali.

La band in studio

E l’occasione per registrare una bella live session questa volta arriva con Vampa, formazione modenese in studio per registrare il nuovo EP. Per i due veterani della band Gianni e Riccardo si tratta anche di un ritorno, dopo aver registrato ormai più di 10 anni fa al vecchio studio di Bombanella Soundscapes con gli Ultima Corsa, la loro band di allora. E’ sempre bello ritrovarsi dopo tanto tempo e ritornare a lavorare insieme alla creazione di qualcosa di nuovo.

I Vampa si presentano con una formazione a cinque: batteria, basso, chitarra, sax, percussioni e vocePrima di entrare in studio, il lavoro parte con l’ascolto dei provini della band e con una chiacchierata su quali sono le loro esigenze e le loro aspettative. Il sound dei Vampa e il loro intento di cercare un’attitudine viva e non troppo “prodotta”, oltre alla necessità di concentrare il lavoro in poco tempo, fanno propendere per una registrazione “live”, che conservi tutta l’immediatezza dei brani e abbatta il tempo di lavorazione.

La registrazione della live session

La scelta è quindi drastica: tutti a registrare nella stessa stanza, eliminando anche il monitoraggio in cuffia per favorire l’interplay ed un ascolto più simile a quello della sala prove. Quindi non solo il basso e la chitarra entrano nel loro amplificatore ma anche sassofono e voce seguono lo stesso percorso. Il sassofono in particolare è ripreso con due microfoni: un valvolare a mezzo metro dallo strumento per avere un suono naturale ed un Senneheiser Md441 vicino alla campana dello strumento che porta il segnale anche ad un amplificatore WEM vintage da basso, passando prima per un multieffetto a pedale.

La voce viene ripresa anch’essa con due microfoni, un dinamico EV N/D 967 ed un Placid Audio Copperphone che entra in un Fender Champ poi microfonato con un classico Shure Sm57. Gianni si è innamorato del suono distorto e citofonato con cui esce nella stanza la sua voce! Per rimanere coerenti con questa filosofia di lavoro, la batteria è ripresa in modo  essenziale con 3 microfoni (cassa, rullante e over mono). Due microfoni dinamici sulle congas e due sugli amplificatori di chitarrabassoAl centro della stanza ho individuato un punto in cui ritrovo un buon bilanciamento di tutti gli strumenti, qui posiziono due microfoni valvolari in configurazione Blumelein sia per dare stereofonia alla batteria sia come stereo-room generale.

Finito in mattinata il setup di suoni e strumenti, e recuperato il percussionista del gruppo che aveva sbagliato strada perdendosi tra le colline, dopo un panino e qualche caffè, nel pomeriggio diamo il via alla live session e  i Vampa registrano in 3 ore i loro 5 brani! Nei giorni successivi facciamo qualche piccolo overdub (un paio di percussioni, dei clap ed un inciso di pianoforte), scartiamo il brano venuto peggio e ci concentriamo quindi sui mix di 4 brani. Il tutto viene mixato in analogico sul Soundcraft Ts24, e infine riversato su tape grazie al nostro Studer B67.

Una questione di creatività

Alla fine dei lavori la band è estremamente soddisfatta: andando in questa direzione abbiamo catturato non solo il loro suono, ma anche la loro espressività e istintività. Sono anche riusciti in questo modo a rimanere in un budget decisamente abbordabile, evitando sedute di sovraincisioni ed editing. E’ divertente stare dall’altra parte della console e poter essere così immediati nelle scelte, ascoltando in sala regia sin dalla prima nota quello che con pochi aggiustamenti diventa già un brano finito.

Una live session realizzata in questo modo può essere un’ottima scelta per diverse band e artisti. Nel caso dei Vampa  l’obiettivo è la realizzazione di un EP. Ma in questo modo si può anche avviare la produzione di un album intero. Trovare la giusta intesa e affrontare scelte ben precise ancora prima di entrare in studio per registrare è sempre la scelta migliore per creare il giusto spazio per la creatività!

Vampa

The wolf is coming

Gianni Zagaglia: voce, chitarra
RIccardo Giacobazzi: batteria, voce, piano, shaker
Chiara Nadalini: sax, armonica, voce

Ospiti

Nicola Fiorini: basso
Guillermo Valente: Percussioni

 

Registrato e mixato da Davide Cristiani a Bombanela Soundscapes.
Masterizzato da Andrea Berni De Bernardi presso Eleven Mastering.
Tutti brani sono composti, suonati e prodotti dai Vampa.