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A Bombanella Soundscapes per realizzare un videoclip

In studio arrivano i Grooving Birds per girare un video live, uno strumento sempre più utile per tutti gli artisti

In questi ultimi anni sempre più spesso ricevo richieste da parte di band o artisti singoli per realizzare dei videoclip all’interno della sala ripresa dello studio. La maggior parte desidera registrare audio e video insieme, altri invece anche solamente effettuare riprese video.

Il video di un esecuzione live ben fatta e genuina è ormai un potete mezzo di promozione, è un prodotto utile alle band che in modo autonomo vogliono provare a muoversi sul web tramite Facebook, Youtube o altri canali. Ma è allo stesso tempo materiale utile anche per uffici stampa, promoter e booking, che devono procurarsi recensioni e spazio all’interno di webzine e concerti.

Grooving Birds: swing a Bombanella Soundscapes

In questi ultimi anni ho collaborato con diversi videomaker contattati dai musicisti stessi e così è stato anche per l’ultimo video realizzato ed uscito da poco; colgo quindi l’occasione per raccontarvi della giornata di lavoro insieme ai Grooving Birds e a Oscar Serio e Riccardo Primiceri. E’ stato un lavoro inatteso e last minute, da un giorno all’altro siamo riusciti ad incastrare la sessione dei Grooving Birds, formazione swing, soul, jazz.

Alla batteria c’è Riccardo Cocetti, diventato in questi ultimi anni oltre ad un ottimo batterista in ambito rock anche un bravo batterista jazz attento al tocco e ai colori. Al contrabbasso Francesco Zaccanti, alla tromba e al flicorno Matteo Pontegalli. Tutta la band è trascinata dalla voce e dal pianoforte della brava Marika Pontegalli.

Il lavoro si deve svolgere in un pomeriggio, fortunatamente dobbiamo realizzare un solo brano. Oscar Serio e Riccardo Primiceri arrivano insieme alla band e prendono le redini della situazione.

Esigenze del videoclip: disposizione, luci, inquadrature

Abbiamo deciso di registrare tutto live, video e audio insieme, se la take non è buona Oscar cancella il file appena registrato.

La prima decisione da prendere è la disposizione della band, quale lato o angolo dello studio utilizzare. Dopo un paio di prove in cui spostavamo lentamente il pianoforte da un punto ad un altro, Oscar decide di fermarsi sul lato più corto dello studio con i tendaggi alle spalle e di tenere tutta la band abbastanza vicina. Decidiamo di non girare esclusivamente con la luce naturale, chiudo le finestre e monto due quarzine bianche da 1000w l’una.

Registrazione audio

Una volta disposti gli strumenti inizio la microfonazionePur sapendo che avrei avuto parecchi rientri tra i microfoni (i musicisti erano molto vicini e non potevo usare separè per motivi estetici e funzionali alle riprese video) decido di utilizzare i miei setup preferiti per microfonare i vari strumenti.

Semplice stereofonia sul pianoforte con due microfoni valvolari a pentodo, mic ribbon sulla tromba, mic fet sul contrabbasso (oltre ad un piezo in DI), batteria con 4 microfoni (stereofonia con mic valvolari, EV Re20 all’esterno della cassa e Revox R3500 sul rullante). Tutto preamplificato e processato in analogico con il Soundcraft Ts24 tranne la voce che è ripresa con microfono e preamp valvolare “Bruco”. Nel microfono della voce ho un balance molto al limite tra voce e rientri di tutto, ciononostante il timbro è fantastico e decido che questo microfono e quello del contrabbasso fanno anche le veci di possibili room mic non utilizzati.

Seppure i musicisti siano molto vicini il monitoraggio al naturale non è sufficiente per percepire bene la voce di Marika, utilizziamo quindi un monitoraggio individuale in-ear (procurato dalla band) in modo da nascondere il dettaglio estetico delle cuffie esterne.

Riascolto, scelta della take e riprese aggiuntive con playback

Dopo 5 o 6 esecuzioni integrali del medley ci ritroviamo tutti in regia per un riascolto e decidiamo che la prima take ha l’energia e il mood migliori, caratteristiche che pian pianino si perdevano nelle esecuzioni successive; fortunatamente Oscar aveva tenuto la prima take video!

A questo punto, per avere un maggior numero di inquadrature e dettagli, mando in playback l’esecuzione scelta e Oscar procede con inquadrature individuali e ravvicinate. L’espediente del playback permette alla band di risparmiare sul numero di operatori video e di conseguenza sul budget complessivo di spesa. Un solo videomaker è in grado di poter effettuare anche decine di riprese diverse con inquadrature ed obbiettivi differenti, ottenendo materiale sufficiente per un bel montaggio dinamico, creativo, non troppo monotono o statico.

Ci si saluta la sera soddisfatti, con tutte le riprese pronte per essere montate, con un bounce già uploadato su Fidbak e condiviso con la band e i videomaker che possono riascoltare il tutto ed iniziare a lavorare al montaggio.

Postproduzione

Qualche giorno dopo mi ritrovo nuovamente con Marika e Matteo ed in un paio di ore riapriamo il progetto, distribuiamo tutte le tracce nuovamente in analogico sul banco e mixiamo il medley. Interventi rapidi,  di pulizia e spazializzazione del tutto. Abbiamo lavorato in modo dettagliato esclusivamente sulla voce, con 3 bus paralleli di processamento diversi e qualche curva di volume. Il mix prima di tornare nel computer passa per qualche valvola, qualche trasformatore e per il fidato Studer B67.

Felice di aver convinto anche i Grooving Birds ad affidarsi per il  mastering ad uno studio esterno dedicato; il fatto di dovere lavorare solo su un brano con lo scopo di uscire esclusivamente sotto forma di videoclip non è un motivo a mio avviso per risparmiare su questa delicata fase finale. Il fidato Andrea Berni de Bernardi masterizza presso Eleven Mastering il brano, lo impreziosisce e tira a lucido il nostro lavoro nel migliore dei modi.